venerdì 3 ottobre 2008

Nuovo Blog

Per sensibilizzare tutti a riguardo del nostro problema, è stato creato un nuovo blog . L'indirizzo è http://precariispra.blogspot.com , unitevi a noi per darci un supporto.

giovedì 2 ottobre 2008

Brunetta replica ai precari della ricerca

Secondo il ministro della Funzione pubblica non sono previste disposizioni più restrittive in materia di contratti a tempo determinato. E il cosiddetto decreto Brunetta, “non è intervenuto neppure sulla disciplina in materia di stabilizzazioni dei rapporti di lavoro flessibili»

Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, replica alle numerose notizie relative ai precari precisando che "il decreto legge 112/2008, ormai chiamato 'decreto Brunetta', non ha previsto disposizioni più restrittive in materia di contratti a tempo determinato o di collaborazioni coordinate e continuative".

E' quanto si legge in una nota del ministero, in cui si aggiunge che il decreto "non è intervenuto neppure sulla disciplina in materia di stabilizzazioni dei rapporti di lavoro flessibili. Inoltre il regime delle assunzioni per il 2008 è rimasto invariato".

"Per quanto riguarda l'emendamento sul riordino della disciplina in materia di stabilizzazioni, le disposizioni proposte determinano un intervento a decorrere dal primo luglio 2009 - spiega la nota -. Ne deriva che, per tutto l'anno 2008 e proseguendo fino al 30 giugno 2009, le amministrazioni che deliberano una programmazione triennale del fabbisogno di personale, coerente con le dotazioni organiche, possono avviare le assunzioni, anche mediante procedure di stabilizzazione, autonomamente o previa autorizzazione”.

“Possono procedere autonomamente le amministrazioni che beneficiano di una previsione speciale e di risorse finanziarie stanziate appositamente dalla legge. È il caso dell'Isfol, in cui una precaria, ricorrendo alla stampa, mi attribuisce la responsabilità della sua mancata assunzione presso il medesimo ente. Per l'Isfol, invece, la legge finanziaria 2008, nonché il Decreto Legge 93/2008, hanno destinato risorse finanziarie per il processo di stabilizzazione. Fino al 30 giugno 2009, dunque - conclude - non c'é alcun impedimento legislativo e amministrativo che impedisca all'ente di procedere alle assunzioni di personale precario in possesso dei requisiti”.

I precari della ricerca ora sfidano Brunetta

ROMA. La protesta dei precari a Roma si trasforma da sit in a corteo: partita dal ministero della Funzione Pubblica è proseguita a Montecitorio. Alla manifestazione hanno aderito diversi istituti di ricerca. Davanti al ministero dell´Istruzione è partito, invece, il sit in di insegnanti e genitori: i manifestanti sono diverse centinaia. Tra gli slogan piu´ gridati al corteo quelli riferiti all´accesso alle graduatorie: ´Tutti dentro, tutti dentro´.
I precari della ricerca, dopo il successo della manifestazione, con circa 5000 lavoratori in piazza, ora hanno deciso di sfidare il ministro Renato Brunetta a un confronto pubblico. «Il titolare della Funzione Pubblica – si legga in una nota firmata dai precari della ricerca - continua infatti ad affermare che l’emendamento presentato dal Governo all’art. 37 del disegno di legge A.C. 1441-quater non mette a rischio le stabilizzazioni di migliaia di precari della ricerca e non blocca le proroghe dei contratti in essere».

I ricercatori, come dimostrato dalla loro massiccia presenza in piazza stamattina, sono convinti del contrario, e pensano che il testo approvato dalla Commissione Lavoro della Camera sia chiarissimo. Se l’emendamento passa alle Camere, a luglio dell’anno prossimo 8000 precari rischiano di essere espulsi dalla Pubblica Amministrazione.
Per questo chiedono al ministro un confronto, sale della democrazia, dove ciascuna delle due parti possa spiegare le proprie ragioni, e lasciano a Brunetta la scelta del luogo e della data.

Il successo della manifestazione di oggi- si legge sempre nella nota - non cancella il rifiuto da parte della Commissione Lavoro della Camera di ricevere una delegazione di precari, che hanno inutilmente atteso per ore a Piazza Montecitorio per poter esporre le loro ragioni ai deputati che decidono del loro futuro. Unico intervento quello di Cesare Damiano, ministro ombra per il Lavoro, che è stato presente alla manifestazione e ha comunicato ai manifestanti le novità sui lavori della commissione. Anche il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha respinto la richiesta di incontro con una delegazione di lavoratori dell’ISPRA, presentata da esponenti dell’opposizione in Campidoglio. Questo nonostante il primo cittadino della Capitale non possa ignorare la ricaduta che l’emendamento avrebbe sulla città da lui amministrata, che tra qualche mese potrebbe avere migliaia di disoccupati in più e altrettante famiglie in crisi.

Vicinanza ai lavoratori degli enti di ricerca è stata inoltre, espressa dal Presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che domani mattina terrà una conferenza stampa sull’argomento a Palazzo Valentini, insieme al presidente della Regione, Piero Marrazzo. I consiglieri comunali del Partito Democratico Masini e Valeriani hanno invece annunciato la presentazione di una mozione di solidarietà coi precari a rischio, che sarà votata in Campidoglio lunedì prossimo.

I precari della ricerca in corteo Levi Montalcini: «Sono con voi»

Continua la mobilitazione dei precari degli enti di ricerca, preccupati per il possibile blocco delle assunzioni. Il sit-in davanti al ministero della Funzione Pubblica si è trasformato in un corteo spontaneo. Il sostegno del premio Nobel Levi Montalcini

Continua la mobilitazione dei precari degli enti di ricerca, tra i quali l'Ingv, L'Istat, l'Ispra l'Infn e i sindacati Cgil, Cisl e Uil, preccupati per i possibili blocchi delle assunzioni programmate dalle precedenti finanziarie. Il sit-in davanti al ministero della Funzione Pubblica si è trasformato oggi in un corteo spontaneo. Un emendamento del governo approvato alla Camera posticipa a fine giugno 2009 lo stop alla stabilizzazione, ma per i manifestanti è ancora troppo poco. Secondo il professor Enrico Garaci, presidente dell'Iss e coordinatore dei presidenti degli enti di ricerca, occorre distinguere nella pubblica amministrazione "la peculiarità della ricerca". "In Italia - ha spiegato - siamo penalizzati: il numero dei ricercatori è esiguo, il numero dei precari è vasto. Occorre trovare soluzioni che tengano conto del merito e della qualità: per questo si deve concentrare l'attenzione nei confronti dei precari"."Solo all'Iss - spiega Susanna Conti della Cgil - ci sono circa 600 precari tra contratti a termine e co.co.co che rischiano il posto di lavoro". Proteste sono state fatte anche al Cnr (oltre 200 ricercatori hanno occupato presidenza e direzione generale), e in altri enti di altre città. “Alcuni dei ricercatori (700 solo al Cnr in graduatoria per la stabilizzazione) - ha spiegato un esponente della Uil - hanno già sostenuto dei concorsi e ora rischiano il posto; a questi si aggiungono altri 1.500 precari che invece sarebbero rientrati nelle procedure di stabilizzazione con la Finanziaria del 2008. Ma complessivamente i posti a rischio sarebbero 7.000”. A sostegno delle preoccupazioni dei precari si è unita anche il premio Nobel Rita Levi Montalcini, che a margine di un congresso internazionale all'Iss ha voluto dare pieno appoggio ai giovani e non più giovani precari: "Ho sentito i loro problemi, sono con loro. Formiamo giovani ricercatori di prima qualità - ha detto Montalcini - e dall'estero ho potuto vedere le loro capacità. Sono un capitale umano eccellente da salvaguardare". Quella espressa dai precari della ricerca è "preoccupazione condivisa" anche dal presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), Tommaso Maccacaro. "Siamo tutti un po' preoccupati - ha detto - perché vengono continuamente create difficoltà operative a fare ricerca, vuoi per scarsezza di risorse, vuoi per limitazioni dell'area di autonomia di un ente".


P.A.: ZINGARETTI, SOLIDARIETA' A LAVORATORI PRECARI

(ASCA) - Roma, 2 ott - ''Sono qui perche' quanto sta avvenendo e' davvero assurdo. Questa crisi coinvolge particolarmente Roma, i luoghi della ricerca e dell'innovazione che rappresentano un valore aggiunto per la nostra economia''. Lo ha dichiarato il Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che questa mattina ha portato la solidarieta' alla manifestazione dei lavoratori precari che si e' svolta al centro di Roma.
''Non si puo' - ha aggiunto Zingaretti - con un emendamento di poche righe, rimangiarsi impegni assunti e che avevano coinvolto migliaia di professionisti. E' inaccettabile far ripiombare nel caos e nell'insicurezza lavoratori e lavoratrici che rappresentano una straordinaria risorsa per il paese''.

Precari, sit-in diventa corteo a Roma

ANSA - ROMA, 2 OTT -La protesta dei precari a Roma si trasforma da sit in a corteo: partita dal ministero della Funzione Pubblica e' proseguita a Montecitorio. Alla manifestazione hanno aderito diversi istituti di ricerca. Davanti al ministero dell'Istruzione e' partito, invece, il sit in di insegnanti e genitori: i manifestanti sono diverse centinaia. Tra gli slogan piu' gridati al corteo quelli riferiti all'accesso alle graduatorie: 'Tutti dentro, tutti dentro'. I dimostranti che protestano per la ricerca davanti a palazzo Vidoni chiedono l'abolizione degli emendamenti in finanziaria denominati 'ammazza precari', mentre quelli della scuola chiedono di ridare dignita' agli operatori della Scuola e dell'Universita', e di investire nell'unica Istituzione che puo' garantire il futuro del nostro Paese. Molti all'altoparlante contestano 'il silenzio assordante dei sindacati', mentre un piccolo gruppo di docenti precari si e' vestito con sacchi neri, portando il cartello 'Insegnanti uguale spazzatura'. A scendere in piazza anche l'Associazione Nazionale Insegnanti ed Educatori in Formazione (Anief).

mercoledì 1 ottobre 2008

"Ho scoperto un virus, e ora via" Storie di precari in vendita su eBay

Sono di nuovo in piazza a Roma i ricercatori che rischiano di essere bloccati
Sono migliaia, da anni "in posti chiave. Ed eravamo lì perché serviva"

Da eBay alle strade di Roma. I precari della ricerca, da ieri all'asta su internet per un centesimo di euro, gridano la rabbia di chi si sente espulso. All'improvviso, con un emendamento che li esclude da laboratori e progetti dopo anni - decenni - di lavoro incerto e sottopagato. Questa mattina in via Veneto erano migliaia: dipendenti di Isfol e Istituto superiore di sanità. Per chiedere al ministro del welfare Sacconi di ripensarci. È un muro contro muro. "Il loro modo per risolvere il problema dei precari è licenziarli", riferiscono i manifestanti che piegano gli striscioni e tornano al lavoro.

Marco, 40 anni e da otto all'Iss, è il simbolo della protesta. Parla con il cartello che porta al collo: "Figli di un genitore precario. I diritti di un precario sono anche i loro". Il broncio dei suoi tre bambini spiega più di ogni comunicato. "L'abbiamo saputo dal sito di Repubblica - racconta Marco - dalla storia di Valentina Benni, premiata da Brunetta ma messa fuori. Uno choc. Ho pensato: sono fuori anch'io. E ora come lo spiego ai miei figli?".

Si inizia con un progetto per un mese. Poi due mesi, sei mesi. Un anno. Tre anni. A seconda dei fondi. Il tempo passa. E zero concorsi. Ti specializzi, diventi indispensabile. "Un lavoro che amo perché unisce due passioni - continua Marco - l'informatica e i bisogni delle persone. Ricordo gli inizi, quando ero nel progetto di sperimentazione del vaccino anti-Aids. Tutte le mattine mi svegliavo pensando ai malati che non ce l'avevano fatta e a quelli che aspettavano di guarire".

L'unità informativa, nata anche grazie alle competenze e al lavoro di Marco, rischia di saltare. Sono tutti precari. E con loro anche i progetti aperti. Come quello sui farmaci contraffatti, un database a prova di hacker quasi pronto e realizzato in collaborazione con Aifa, carabinieri del Nas e ministero della Salute, per sconfiggere la piaga dei medicinali falsi spacciati su Internet senza controlli. Chi se ne occuperà? "Molti colleghi non hanno retto". Marco abbassa lo sguardo. "Sai quanti vanno dallo psicologo dopo dieci, venti anni di precariato? La gente pensa che la pubblica amministrazione sia un porto sicuro. E invece è solo l'utero di una matrigna. Ci sei ma non ti vuole. Una schizofrenia".

All'Istituto superiore della sanità i posti a rischio sono settecento: 400 con un contratto a progetto e 300 a tempo determinato. Quasi la metà del personale di ruolo. Biologi, medici, amministrativi di primissima qualità. Firmatari di progetti, autori di brevetti scientifici e articoli sulle riviste internazionali. Responsabilità e competenze che potrebbero scomparire e paralizzare l'intera attività dell'Istituto. Che vuol dire ricerca e controllo: alimenti, farmaci, ceppi influenzali, batteri, virus. "Ho colleghi anche di 50 anni con famiglia e mutuo. Fuori da qui come si riciclano? Cosa faranno? Cosa farò? Non siamo raccomandati, imbucati, infiltrati. La gente non capisce perché non sa. Abbiamo lavorato qui perché avevamo le competenze e servivamo. E ora?".

Francesca, 43 anni, tecnico di laboratorio è da record: 23 anni all'Iss in attesa di una "stabilizzazione". Quella garantita in modo graduale dalle ultime due leggi Finanziarie e per ora saltata. "Più di venti anni ad occuparmi di emergenze sanitarie e controlli di stato sui vaccini: morbillo, varicella". Francesca scorre i ricordi. "Ve la ricordate la chikungunya? La febbre mortale trasmessa da zanzare infette che fece qualche morto anche in Italia nell'estate 2007? Siamo stati noi a identificare e isolare il virus in 24 ore". Gli anni all'Istituto? "Bellissimi, ma un calvario. Nei primi tre ero a zero lire. Poi le parcelle. I co.co.co. E finalmente il tempo determinato. Fatto il concorso, speravo nella stabilizzazione. Niente. Non solo. Ora siamo fuori. È assurdo".

La sala Pocchiari dell'Iss è stracolma. Mai stata così. Un muro di persone che parte dal marciapiede di viale Regina Elena. Tutti in assemblea con i sindacati di base. Per decidere cosa fare. Qualcuno chiede spiegazioni. "Cosa succede se passa l'emendamento?". Intanto nei laboratori i camici bianchi lavorano con ampolle e vetrini. C'è l'australiana in arrivo, l'influenza di quest'anno. E poi il vaccino anti-Hiv: il progetto di sperimentazione va avanti ed è il fiore all'occhiello dell'Istituto. Il latte cinese con la melammina da testare. E la ricerca da proseguire.

Non molto lontano, in via Ardeatina altri ricercatori sono in assemblea permanente. Giovani e meno giovani angosciati. Fausta, 37 anni, è biologa dell'Inran (l'Istituto nazionale di ricerca per l'alimentazione e la nutrizione) e al settimo mese di gravidanza. Con un dottorato alle spalle e dodici anni di assegni di ricerca, co.co.co. e poi tempo determinato dopo il concorso. Un precariato lunghissimo e la speranza di essere "stabilizzata" presto. "Pensavo proprio di avercela fatta - si illumina - ero tra i primi 14 in graduatoria e sarei passata con la successiva tornata e invece niente. Stabilizzazione di fatto abrogata. Niente assunzione ma neanche tempo determinato, come ora. Completamente fuori. A casa. Con un bimbo in arrivo".

Qui all'Inran rischiano di saltare 80 posti. Cioè ottanta ricercatori precari. Quasi la metà dei dipendenti totali. E con loro i progetti già assegnati: nazionali, internazionali, comunitari. "Un Paese che spende in ricerca solo lo 0,67% del Pil - grida Fausta - e che sbatte fuori i suoi ricercatori dopo averli formati e specializzati che Paese è? Se fossi raccomandata e fannullona non sarei qui ancora dopo dodici anni a firmare progetti e fare scelte di vita senza un orizzonte di futuro. Che ne pensa Brunetta?".

Norma ammazza-precari: monta la protesta e Brunetta stacca l'acceleratore...

Cresce in questi giorni la protesta dei precari della pubblica amministrazione nei confronti dell'emendamento del governo alla finanziaria 2009 reso noto venerdì pomeriggio scorso.


Ieri sera, il ministro della Funzione Pubblica ha reso noto che intende modificare l'emendamento procrastinando al primo luglio la cancellazione delle stabilizzazioni, ufficialmente "al fine di "avviare un monitoraggio capillare su tutte le tipologie dei contratti a tempo determinato vigenti e le relative modalità di assunzione adottate dalle singole amministrazioni" , ecco il testo:

Ddl Lavoro/ Brunetta: Slitta a 1/7/09 stop stabilizzazione precari 30/09/2008 20:49

Il ministro Renato Brunetta ha presentato una riformulazione dell'emendamento sui precari che sposta all'1 luglio 2009 l'abrogazione delle norme sulla stabilizzazione. Ciò al fine di "avviare un monitoraggio capillare su tutte le tipologie dei contratti a tempo determinato vigenti e le relative modalità di assunzione adottate dalle singole amministrazioni, nonché il numero di vincitori di concorso in attesa di assunzione", afferma il ministro in una nota. Le amministrazioni comunicheranno al Dipartimento della Funzione pubblica tali dati ed entro il mese di maggio il ministro Brunetta, di concerto con il ministro Tremonti, sentiti i ministri interessati, emanerà un decreto che stabilirà le regole per una eventuale prosecuzione dei contratti fino all'espletamento delle procedure concorsuali riservate previste dallo stesso emendamento. "La norma - spiega Brunetta - ribadisce il principio costituzionale del concorso pubblico per accedere alla pubblica amministrazione e garantisce un percorso a coloro che hanno avuto un rapporto di lavoro con l'amministrazione. Inoltre, la norma mira finalmente a far luce sui dati effettivi del fenomeno del precariato della Pubblica amministrazione al fine di adottare le misure appropriate per risolvere il problema senza scavalcare i principi costituzionale e i diritti di coloro che regolarmente hanno vinto un concorso pubblico e ancora attendono di essere assunti".

Sembra invece una parziale frenata per vedere se le reazioni contro la norma "ammazza precari" crescono o si smorzano.

Dobbiamo organizzarci, mobilitarci in azioni di protesta e di dissenso, difendere i nostri posti di lavoro, difendere la nostra dignità e il nostro futuro.

Oggi i precari, domani tutti gli altri!

Ispra - «Precari a spasso», la protesta si sposta in piazza

Contro l'emendamento presentato dal Governo all'art. 37 del disegno di legge A.C. 1441-quater, che annulla le stabilizzazioni di oltre 200 lavoratori i quali in base alle ultime due Finanziarie avrebbero diritto all'assunzione a tempo indeterminato, e blocca la possibilità di proroga per 700 contratti temporanei in scadenza nell'Istituto entro fine 2008



Prosegue la lotta dei dipendenti precari dell'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) contro l'emendamento presentato dal Governo all'art. 37 del disegno di legge A.C. 1441-quater, che annulla le stabilizzazioni di oltre 200 lavoratori i quali in base alle ultime due Finanziarie avrebbero diritto all'assunzione a tempo indeterminato, e blocca la possibilità di proroga per 700 contratti temporanei in scadenza nell'Istituto entro fine 2008.
Oggi è proseguita l'occupazione delle sedi, con una iniziativa di visibilità a Piazza Indipendenza, nei dintorni della sede Ispra di via Curtatone a Roma. I precari indossavano tutti maglie con la scritta «Precari a spasso» e hanno concluso il pomeriggio con un girotondo sulla fontana di Piazza della Repubblica.
Attualmente sono in corso assemblee per decidere le iniziative dei prossimi giorni e come coordinarsi con le migliaia di lavoratori in lotta negli altri enti di ricerca occupati: infatti, proprio mentre il Governo annuncia la costituzione di un'Agenzia per la sicurezza nucleare autonoma, ma incardinata all'interno dell'Ispra, molti dei ricercatori che svolgono i controlli su una materia tanto delicata rischiano di andare a casa per decisione dello stesso esecutivo.

700 precari occupano l'Ispra

Il Commissario Grimaldi comunica al Governo l'estremo stato di agitazione del personale dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Sono quasi il 50% del personale. A rischio l'operatività dell'Istituto che include attività di monitoraggio e protezione ambientale, controllo nucleare, rifiuti, difesa del suolo e delle risorse idriche


Non solo i precari, da tempo in agitazione, ma anche i dipendenti a tempo indeterminato dell'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) in cui sono confluiti insieme a Icram (Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare) e Infs (Istituto nazionale per la fauna selvatica), da questa mattina hanno iniziato una mobilitazione permanente e a centinaia hanno occupato le sedi dell'Istituto per opporsi agli attacchi del Governo contro la Pubblica Amministrazione, culminati con l'ultimo emendamento proposto che annulla le stabilizzazioni.

L'emendamento vuole abrogare i diritti sanciti dalle ultime due finanziarie, negando ai precari qualunque possibilità di mantenere il proprio posto di lavoro e persino la proroga degli attuali contratti!

L'agitazione coinvolge tutti i lavoratori perché senza i precari sarà a rischio l'operatività dell'Istituto che include attività di monitoraggio e protezione ambientale, controllo nucleare, rifiuti, difesa del suolo e delle risorse idriche. Questo ha spinto lavoratori e sindacati a decidere il blocco delle attività, mentre il Commissario Vincenzo Grimaldi ha annunciato l'invio di un comunicato urgente al Governo in cui informa dell'«estremo stato di agitazione» e dell'occupazione dell'Istituto.

Questa agitazione si inserisce in una mobilitazione generale degli enti di ricerca tra cui Isfol, Ingv e Cnr. Il testo dell'emendamento all'art. 37 del disegno di legge A.C. 1441-quater.

Rivolta precaria

Presentato alla Camera l'emendamento che azzera le norme del precedente esecutivo per contrastare la precarietà nel settore del pubblico impiego. Manifestazioni e proteste in tutta Italia, ma il ministro Brunetta si difende: un'operazione di chiarezza contro l'ambiguità avuta dal governo Prodi in materia

Lui lo definisce un "fare chiarezza" su quanto stabilito "ambiguamente" dal governo Prodi, loro, i 60mila interessati, lo vedono invece come il realizzarsi della catastrofe: la cancellazione di ogni speranza di un lavoro stabile dopo anni di tempo determinato e l'inizio della disoccupazione. Due prospettive diverse, così diverse da produrre un'opposizione radicale: da una parte il governo e il ministro Brunetta, dall'altra i precari del pubblico impiego, già mobilitati insieme alle rappresentanze sindacali in tutta Italia contro un provvedimento che fa carta straccia dei -seppur piccoli- passi avanti compiuti dal precedente esecutivo in tema di lotta alla precarietà. Al centro dello scontro, l'emendamento che azzera i processi di stabilizzazione dei precari della P.a. (enti di ricerca e università compresi) previsti nelle ultime due manovre economiche del governo di centrosinistra. Un emendamento che è stato presentato oggi alla Camera dei deputati e che accompagna il ddl 1441 (in iter di approvazione), ovvero il disegno di legge chiamato burocraticamente "Misure per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione".

In verità il ministro della Funzione pubblica, il crociato della lotta ai fannulloni del settore, lo aveva ripetutamente annunciato nelle settimane scorse, ma la sua presentazione di oggi alla Camera e l'ormai iniziato iter per l'approvazione della manovra economica che lo ratificherebbe, hanno impresso un'accelerazione alla mobilitazione del mondo dei precari contro la norma affinchè venga ritirata. Perché lo spiega il leader della Flc-Cgil Mimmo Pantaleo: l'emendamento "modifica l'articolo 37 del ddl revocando le risorse destinate dalle precedenti finanziarie 2007-2008 alla stabilizzazione dei precari della P.a e prevedendo che, alla data di scadenza, i contratti non si possano rinnovare a tempo ma vanno sciolti". Una misura che già da sola sarebbe devastante per i tanti lavoratori pubblici, perché "porterebbe al licenziamento migliaia di persone e metterebbe in ginocchio il sistema pubblico di ricerca e università", ma che accompagnata alle altre decisioni prese dal governo rischia di diventare una bomba deflagrante nel settore dell'amministrazione pubblica. Spiega sempre Pantaleo che queste norme "unite a quelle che limitano a 3 anni la possibilità di lavorare con contratti flessibili non solo impediranno stabilizzazioni e assunzioni ma anche il mantenimento in servizio dei precari".

Cancellare il precariato cancellando i precari. Sembra questa la filosofia di sostegno della politica del governo in materia di lavoro contro cui già sono in atto forme di protesta: 500 precari dell'Isfol, 700 dell'Ispra, 400 dell'Invg e 317 dell'Istat (questi ultimi hanno fatto ritardare di dieci giorni l'uscita del tradizionale rapporto sull'occupazione pubblicato ogni tre mesi dall'istituto di rilevazione, che per altro segnala, oggi, come nel secondo trimestre 2008 il numero delle persone in cerca di lavoro è aumentato di 300mila unità, portando ad un tasso del 6,7%).

La mannaia che potrebbe abbattersi sulle migliaia di precari del pubblico impiego preoccupa anche il Pd. Cesare Damiano ha annunciato che il suo partito si "batterà per impedire che si vada in una direzione sbagliata, di maggiore disoccupazione e precarietà", paventando anche i numeri prodotti dall'emendamento confezionato da Brunetta: "se la norma passasse con gli emendamenti del governo - ha ammonito il viceministro ombra- significherebbe una perdita iniziale di almeno 60mila posti di lavoro". Un'idea dell'impatto che il provvedimento potrebbe avere l'ha data, per quanto riguarda Roma e provincia, il presidente Nicola Zingaretti: "l'emendamento -ha detto il presidente di Palazzo Valentini- colpirebbe circa 12mila precari del pubblico impiego ed oltre 6mila del comparto scuola, università e ricerca per un totale di 18mila lavoratori".

Cifre imponenti che spaventano se proiettate su tutto il territorio nazionale e di fronte a cui può poco la giustificazione del ministro, che oggi ha cercato di spiegare le ragioni della scelta. Secondo Brunetta infatti l'emendamento "mira a chiarire l'ambiguità delle disposizioni varate dal governo Prodi sulla cosiddetta stabilizzazione dei precari nella P.a." perché, sempre secondo il ministro, il precedente esecutivo "prevedeva in via del tutto teorica il processo di assunzione dei lavoratori precari", come dimostrerebbe il fatto che "nella finanziaria per il 2008 le risorse necessarie per una simile operazione erano irrisorie e non permettevano alcuna stabilizzazione". Meglio, dunque, procedere su altre strade: azzerare la possibilità di una lavoro finalmente a tempo indeterminato per migliaia di persone da anni appesa ad un filo e, per quanto riguarda invece le nuove assunzioni, avanzare la prospettiva del concorso riservato per una percentuale del 40% ai lavoratori impiegati nel settore con i contratti atipici. "Vi sono tantissimi giovani che hanno vinto un concorso pubblico e che per i reiterati blocchi delle assunzioni non possono essere assunti", si difende Brunetta, specificando che nel settore pubblico bisogna operare "senza corsie preferenziali e nel rispetto delle norme costituzionali". Tradotto in termini semplici: una guerra tra poveri che mette sul piede di guerra le rappresentanze sindacali scettiche anche sul tema delle nuove assunzioni prospettate dal governo. Il reclutamento previsto per il futuro attraverso il concorso non risolve infatti il problema, come spiega Pantaleo, perché "se non si fanno i concorsi si resta a terra e il decreto 112 prevede il blocco sostanziale del turnover perciò le assunzioni sono un puro miraggio".

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