mercoledì 1 ottobre 2008

700 precari occupano l'Ispra

Il Commissario Grimaldi comunica al Governo l'estremo stato di agitazione del personale dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Sono quasi il 50% del personale. A rischio l'operatività dell'Istituto che include attività di monitoraggio e protezione ambientale, controllo nucleare, rifiuti, difesa del suolo e delle risorse idriche


Non solo i precari, da tempo in agitazione, ma anche i dipendenti a tempo indeterminato dell'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) in cui sono confluiti insieme a Icram (Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare) e Infs (Istituto nazionale per la fauna selvatica), da questa mattina hanno iniziato una mobilitazione permanente e a centinaia hanno occupato le sedi dell'Istituto per opporsi agli attacchi del Governo contro la Pubblica Amministrazione, culminati con l'ultimo emendamento proposto che annulla le stabilizzazioni.

L'emendamento vuole abrogare i diritti sanciti dalle ultime due finanziarie, negando ai precari qualunque possibilità di mantenere il proprio posto di lavoro e persino la proroga degli attuali contratti!

L'agitazione coinvolge tutti i lavoratori perché senza i precari sarà a rischio l'operatività dell'Istituto che include attività di monitoraggio e protezione ambientale, controllo nucleare, rifiuti, difesa del suolo e delle risorse idriche. Questo ha spinto lavoratori e sindacati a decidere il blocco delle attività, mentre il Commissario Vincenzo Grimaldi ha annunciato l'invio di un comunicato urgente al Governo in cui informa dell'«estremo stato di agitazione» e dell'occupazione dell'Istituto.

Questa agitazione si inserisce in una mobilitazione generale degli enti di ricerca tra cui Isfol, Ingv e Cnr. Il testo dell'emendamento all'art. 37 del disegno di legge A.C. 1441-quater.

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